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Il calendario copto
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I cristiani egiziani considerano il 29 agosto del 284 d.C., giorno in cui molti divennero martiri, come l'inizio della loro storia. Usarono lo stesso calendario utilizzato in Egitto prima di quel periodo. Si basava sui calcoli del calendario giuliano che stabiliva l'anno bisestile secondo un ordine di Giulio Cesare nel 46 a.C. Prende il nome di calendario copto o calendario dei martiri.

Il calendario copto segue il ciclo del sole e calcola i giorni, le stagioni e gli anni solari in base all'orbita la terra che descrive intorno al sole.

Con i progressi della scienza, i cristiani egizi cominciarono a registrare la differenza tra il ciclo della luna e l'altro, il tempo medio di un ciclo della luna e il tempo tra la comparsa di una nuova luna e quella successiva, definito mese lunare.

Il calendario lunare copto era basato su regole istituite dall'astronomo greco Meton nel V secolo a.C. il quale stabilì che 19 anni solari corrispondono a 235 mesi lunari senza alcuna frazione.

I copti usarono questa regola sin dal III secolo d.C. per stabilire la Pasqua e la domenica successive alla prima luna piena dopo l'equinozio di primavera.

Gli occidentali applicarono questi calcoli al calendario romano. Di conseguenza tutte le festività cristiane furono celebrate negli stessi giorni fino al 1582 quando gli occidentali modificarono il loro calendario tenendo presente quello del papa Gregorio XIII.

Il calendario copto segue lo stesso sistema dell'antico calendario egizio e rappresenta un riferimento molto importante. Dato che è particolarmente accurato nelle previsioni del tempo, delle stagioni, dell'agricoltura e delle inondazioni del Nilo, ancora oggi i contadini continuano ad usare il calendario copto.

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