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Il mito di Iside e Osiride.

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La letteratura egiziana

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Miti, biografie e storie dell'antico Egitto.

Gli antichi egizi raccontavano le storie sia per divertirsi sia per trasmettere un messaggio. Narrare delle storie in Egitto era talmente antico da essere insito alla cultura stessa.

Comunque, la storia più antica scritta nell'antico Egitto risale al Medio Regno.
Fu composta in egizio medio, la lingua classica di quel periodo.

I lavori sopravvissuti dell'antico Egitto sono inferiori a quelli che gli antichi egizi stessi conoscevano, semplicemente perchè la maggior parte della tradizione letteraria era orale, o parlata, e non fu mai scritta.

Una delle più antiche e preferite dagli egizi era la storia di Sinuhe, conservata in sei papiri e due dozzine di ostraca. La storia fu scritta sottoforma di biografia e raccontava di un cortigiano che fuggì dall'Egitto verso l'Asia Occidentale alla morte del re Amenemhat I per cause che Sinuhe non divulgò mai.
Dopo tanti anni nel paese del Levante, Sinuhe sentì la mancanza della sua terra e scrisse una lunga lettera nella quale implorava il perdono al re Senusert I, che consentì a Sinuhe di fare ritorno in patria e di reintegrarsi nella corte reale.

L'autobiografia è la forma più antica nella letteratura egiziana e ci sono diversi esempi di ottima qualità. Un esempio è l'autobiografia del funzionario Weni, ritrovata nella sua tomba-cappella ad Abydos. La lunga carriera di Weni ricoprì il periodo che va dal regno del re Teti fino al tempo del re Merenre. Weni esagerò il grado di intimità con il suo signore, il re Pepi I, che lo assoldò per fare delle investigazioni sulla regina Weret-Yamtes, apparentemente coinvolta in un complotto ai danni del re.

Il Libro della Vacca Divina o la Distruzione del Genere Umano, scritta alla fine della XVIII Dinastia su un sacrario dorato di Tutankhamon, era un esempio di storie mitologiche presenti nella letteratura egiziana. La storia racconta di come il dio sole, Ra, dovette far fronte ad una rivolta da parte del genere umano; così mandò il suo "occhio", Hathor, o in una versione posteriore, Sekhmet, sulla terra sotto forma di leonessa che si mise a divorare gli uomini. Quando Ra la richiamò, lei si rifiutò e lui dovette trarla in inganno. Una notte creò una birra di colore rosso che sembrava sangue umano. Sekhmet la bevve tutta e fu intossicata. In questo modo Ra salvo il genere umano.

La letteratura egiziana offre anche esempi di quelle che possono essere definite fiabe o storie folcroristiche, come la "Storia dei due fratelli", "Il principe e i suoi destini" o più tardi la storia di Setne Khamwas, un figlio di Ramesse II.

Quest'ultima storia racconta di come Setne Khamwas rimase affascinato dai testi magici del passato e così incontrò il fantasma di un mago morto tanto tempo prima all'interno della sua tomba di Saqqara. In una storia contenuta in un'altra storia, lui venne a conoscenza di uno degli episodi della vita del mago.

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Cultura:

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Abydos
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Sacrario canopico di Tutankhamon
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