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La mummificazione e l'aldilà
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La conservazione del corpo era fondamentale per antichi egizi e garantiva la vita nell'aldilà. Gli antichi egizi credevano che il corpo umano contenesse l'anima Ba e lo spirito custode Ka attraverso cui avveniva la resurrezione.

Nel processo di mummificazione, gli organi interni estratti del defunto venivano conservati in quattro vasi o giare di pietra coperte da tappi con la forma delle teste dei quattro figli di Horus: Imsti, la divinità dalla testa di uomo che proteggeva il fegato del defunto; Hapi, la divinità dal volto di babbuino che proteggeva i polmoni; Duamutef, la divinità dal volto di sciacallo, che proteggeva lo stomaco ed infine Qebehsenuef, la divinità dalla testa di falco che si prendeva cura dell'intestino.

I primi studiosi della cultura antica chiamarono questi contenitori vasi canopi (o canopici), dal greco "Canopus", nome dato ad un villaggio nei pressi di Alessandria attualmente conosciuto come Abukir, dove si producevano i famosi vasi di ceramica con i tappi a forma di Osiride. La mummificazione e i vasi canopi furono usati anche nella necropoli di Kom el Shuqafa con tre altri stili di sepoltura.

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